Nella serata che precede l’Epifania, l’atmosfera nell’antico borgo di Montescaglioso, in Basilicata, si carica di magia e mistero. L’Abbazia benedettina di San Michele Arcangelo e i vicoli del centro storico diventano il palcoscenico di un evento straordinario, la Notte dei Cucibocca. Questi enigmatici personaggi, resi irriconoscibili da occhiali realizzati con le bucce d’arancia, barbe bianche e cappelloni di paglia, si muovono per le strade, avvolti in cappotti scuri e trascinando una catena spezzata sul selciato.

La tradizione dei Cucibocca affonda le sue radici nella cultura popolare di Montescaglioso, aggiungendo un tocco unico e suggestivo alle festività natalizie. L’aspetto caratteristico di questi personaggi, con le loro maschere grottesche e gli abiti trasandati, contribuisce a creare un’atmosfera che mescola la paura e il mistero, coinvolgendo abitanti e visitatori in una celebrazione unica nel suo genere.

Il nome “Cucibocca” deriva dalla pratica insolita di minacciare i più piccoli di cucire loro la bocca, utilizzando un lungo ago. Questo gesto, sebbene giocoso, aggiunge un elemento di paura e spettacolarità, creando un’anticipazione emozionante nei bambini mentre aspettano l’arrivo della Befana. La minaccia apparente dei Cucibocca apre la strada alla benevola Befana, che può consegnare doni e leccornie senza impedimenti.

Gli accessori dei Cucibocca, come il canestro e la lucerna, contribuiscono a creare un’atmosfera pittoresca e tradizionale. Il cappellone di paglia, spesso realizzato da dischi di canapa usati nei frantoi, aggiunge un tocco  autentico a questi personaggi che, seppur grotteschi, diventano elementi chiave della notte magica.

Questa tradizione, con le sue origini radicate nel folclore locale, offre uno sguardo affascinante sulla cultura e la storia di Montescaglioso. La Notte dei Cucibocca diventa un’opportunità per la comunità di riunirsi, condividere risate e coltivare quel senso di meraviglia che caratterizza le festività

Qual è la provenienza dei Cucibocca?

Non è ancora chiaro la provenienza di questa misterioso personaggio. Molti studiosi però lo confrontano con Arpocrate raffigurato proprio nella stupenda abbazia di San Michele a Montescaglioso.

Nella mitologia egizia, Arpocrate (dio “Hor pa khred”, ossia Horo) è il figlio di Iside ed Osiride che fu punto da uno scorpione e che guarì grazie alla magia della madre, divenendo così il simbolo delle guarigioni.

Iside era considerata la detentrice delle conoscenze segrete e dei poteri magici
Veniva definita “Potente di voce” ovvero la sua “potenza” proveniva dalla capacità di pronunciare determinati nomi, parole o formule magiche (Hekau) in modo corretto e col giusto tono di voce e quindi disporre di grandi poteri fra cui quelli di comandare gli spiriti e riportare in vita i defunti.

Arpocrate, divenuto poi simbolo dei segreti iniziatici (Dio del Silenzio), viene raffigurato nell’abbazia di San Michele come un vecchio incappucciato, con un indice rivolto verso le labbra e l’altro puntato verso la parola: “Silentium” – Silenzio.

Intorno a lui leggiamo:
<Silentium sit vobis charum ut vivet non sit amarum>
Il silenzio vi sia caro affinché il vivere non sia amaro

Il video dei Cucibocca è del gennaio 2018 –
La musica di sottofondo è di Carlo Gesualdo da Venosa – Tenebræ factæ sunt Interpretato da Nordic Voices – nell’album: Lamentations